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VERSO LA SANTA AGRICOLTURA
ALVISE CORNARO, RUZANTE
IL POLESINE

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a cura di Gino Benzoni

Collana: Rapporti/Polesine e Cultura padana
Anno: 2004
Pagine: 128, ill.
ISBN: 9788865660379

Descrizione

Presentazione di Marino Bianchi

C. PIOMBO, Introduzione
G. BENZONI, Prefazione
G. BENZONI, Verso la “Santa Agricoltura”
I. PACCAGNELLA, Tra Ferrara e Padova. L’andirivieni dei linguaggi
L. PUPPI, Palladio in Polesine prima e dopo
B. MAZZA BOCCAZZI, Il Polesine sulla carta: Alvise Cornaro, Cristoforo Sabbadino e altri
F. CAZZOLA, L’incubo delle acque nel Cinquecento
S. MALAVASI, Ancora sull’agronomo Giovanni Maria Bonardo e Accademia dei Pastori Frattegiani
P. VESCOVO, Il villano in scena (usura e caritas)
G. GULLINO, I veneziani e la terra; la questione del Polesine
S. TUROLLA, Alvise Cornaro, Marino Silvestri e il Taglio di Po a Porto Viro

Indice dei nomi di persona
Indice dei nomi geografici

 

Nel 1502, stando ad una tradizione (ora traballante sotto i colpi delle ricerche di Paolo Sambin) risalente a Scardeone, è nato Angelo Beolco detto Ruzante.
Un appuntamento da non mancare, allora, quello del V centenario della nascita. E legittimata la giornata rodigina del 29 giugno 2002 – prima il convegno presso la sede del Consorzio di bonifica, quindi, presso il teatro studio di via Oroboni, la recita del Dialogo facetissimo – dalla convocabilità, in Polesine, e di Ruzzante e di Alvise Cornaro.
Ciò, se non altro, per la rappresentazione, “alla caccia” cornariana di Fosson, nel gennaio del 1529, di, appunto, il Dialogo facetissimo o Menego, se così si preferisce. Un episodio donde Mario Cavriani ed io (fingendoci, peraltro, ignari della decisa anticipazione della data di nascita di Beolco inoppugnabilmente proposta dagli studi di Paolo Sambin) abbiamo tratto lo spunto per proporre a mo’ di triade Beolco, il suo protettore e l’ambiente incorniciati dal volgersi della stessa classe dirigente marciana alla terra.
Grande imprenditore agricolo in proprio Cornaro e, nel contempo, propugnatore, sin con aggettivazione santificante, della causa dell’agricoltura a posizionare verso questa lo stesso Palazzo Ducale, d’ora in poi determinato verso la valorizzazione agricola della terraferma, che s’avvia da lui improntata inconfondibilmente, all’insegna d’un’allargata messa a coltura estesa a terreni bonificati.

Gino Benzoni

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