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STORIA ECONOMICA DEL POLESINE
VOL. III
DALLA PRIMA GUERRA MONDIALE ALLA SOCIETÀ POST-INDUSTRIALE (1915-2001)

20 

di Lino Scalco

Collana: Economia e Società
Anno: 2004
Pagine: 235
ISBN:  

Descrizione

Presentazione Giuseppe Fini
Prefazione Vera Negri Zamagni

Capitolo primo: Il Polesine nella Prima guerra mondiale
1.1 Dall’entrata in guerra alla mobilitazione industriale
1.2 “(… ) Il prolungarsi e l’accentuarsi della guerra immane (…)” nel 1917-1918
1.3 “(… ) resurrezione economica che deve seguire e consolidare la vittoria (…)”
Il Polesine nel primo dopo-guerra.

Capitolo secondo: Polesine e fascismo
Ideologie e politica in Polesine dal 1913 al 1919
2.2 “II fascismo non richiedeva che rivoltelle e ubbidienza (…)”. Dal Fascio economico ai Fasci di combattimento in Polesine
2.3 Tra “garibaldino disordine” e “sistema feu- dale-agrario”. Il Partito Nazionale Fascista in Polesine (1920-1939)
2.4 “I meno fortunati figli del nostro Polesine”. L’economia polesana negli anni Venti
2.5 Tra “ruralizzazione” e “depressione allarmante”. Il Polesine negli anni Trenta
2.6 La bonifica tra le due guerre

Capitolo terzo: Il Polesine dalla guerra al dopo-Liberazione
3.1 Dall’ “economia controllata” all’economia di guerra
3.2 “(… ) regnano il disordine e il disinteresse, le cose vanno a rotoli (…)”. Giuseppe Pizzirani, Alto commissario straordinario del governo per il Veneto della Repubblica Sociale Italiana
3.3 “(… ) I ribelli sono padroni del Piemonte, Lombardia, Emilia, ecc.”. La capitolazione della Repubblica Sociale Italiana nel diario di Pino Bellinetti
3.4 “(… ) questo travagliato dopoguerra (…)”. Il Polesine dopo la Liberazione.

Capitolo quarto: La ricostruzione, l’alluvione, la riforma agraria
4.1 Indici della ricostruzione
4.2 14 novembre 1951: la rotta del Po, l’attività del Consorzio generale per la ricostruzione delle bonifiche polesane, lo scotto della “vocazione agricola”
4.3 II Polesine fuori dal Polesine. Le ragioni dell’abbandono: l’emigrazione polesana nel decennio 1952-1961
4.4 Da braccianti a coltivatori diretti. Quale riforma fondiaria nel Delta?

Capitolo quinto: Il Polesine, area in evoluzione negli anni Sessanta e Settanta
5.1 Deruralizzazione. Il Polesine, una “terra a rischio”?
5.2 Metamorfosi: la seconda industrializzazione tra crisi e ristrutturazione
5.3 “Industrializzazione” diffusa e terziarizzazione dell’economia

Capitolo sesto: Polesine, evoluzione di un’area tangente allo sviluppo (1981-2001)
6.1 “Modello Veneto” e dinamiche demografiche nel Polesine degli anni Ottanta,
6.2 II cammino dello sviluppo. Il Polesine negli anni Novanta,
6.3 Polesine, terra di confine e di relazione.
Bibliografia generale
Indice dei nomi di persona

Con questo volume, terzo della serie, si chiude degnamente l’opera di ricostruzione della storia economica del Polesine affidata alla sicura mano di Lino Scalco. Il periodo qui coperto, che parte dalla Prima guerra mondiale ed arriva ad oggi, è pieno di eventi drammatici, ma ha un finale in netta ripresa.
Ma se sull’onda della vittoria la ripresa fu rapida, già nel 1920 si profilò un’altra grave iattura: il forte contrasto politico tra socialisti e il nascente movimento fascista, che esercitò un forte uso della violenza.
Il fascismo non solo non fu in grado di creare occasioni per far uscire il Polesine dal predominante ruralismo, ma nemmeno in campo agrario fece realizzare un incisivo passo avanti.
Nel secondo dopoguerra, mentre i polesani lavoravano sodo come tutti gli italiani per riparare i danni di guerra e riprendere il cammino di progresso interrotto dal fascismo, una nuova immane sciagura li colpì: il 14 novembre 1951 il Po esondava e copriva con metri d’acqua, che in certe fosse arrivavano fino a 6 metri, la superficie di ben 35 comuni, per un’estensione di quasi 100.000 ettari (più dei 70.000 ettari allagati dalla rotta dell’Adige del settembre 1882).
Il riscatto del Polesine e l’uscita dal ruralismo prese consistenza solo a partire dagli anni Sessanta, preparato dal Comitato per l’industrializzazione del Polesine, che venne insediato presso la Camera di Commercio di Rovigo il 20 settembre 1955. Il Polesine finalmente ha voltato pagina e si è inserito pienamente nell’industrializzazione diffusa del resto del Veneto, pur non potendo diventare provincia trainante.

Vera Negri Zamagni

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