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REGOLE DEL BUON GOVERNO
DELLE COMUNITÀ DI ARIANO E DI CORBOLA NELLA PRIMA METÀ DEL SETTECENTO

di William Balsamo
presentazione di Luigi Contegiacomo

Collana: Materiali di ricerca
Anno: 1996
Pagine: 56, n. 5 ill.
ISBN:  

Descrizione

Prefazione
Ariano Terra Antichissima
Parte del consiglio di Corbola, 1717
Editto sopra il dazio de’ cavallanti, 1719
Con-firmatione del statuto, 1721
Regola e riforma per il buon governo della comunità di Ariano, 1724
Regole per il buon governo della comunità di Corbola, 1724
Editto sopra il peso, e la libbra grossa d’Ariano, 1728
Avviso contro gli osti, e locandieri della Terra di Ariano, 1741
Confini della Terra d’Ariano, 1749
Capitoli e regole per il buon governo della comunità di Ariano, 1750

 

Se è vero che la principale spia del reale spessore economico, amministrativo, sociale e culturale di una comunità è da ricercarsi innanzitutto nella quantità e qualità di memoria scritta che questa è riuscita a produrre e a tramandare ai posteri, tale equazione si attaglia quanto mai bene alle antiche comunità arianese e corbolana, il cui prestigio trascorso è attestato dalla preziosa documentazione conservata, per quanto attiene al periodo dell’ancien regime, in istituti archivistici e biblioteche veneto-emiliani.
Sicuramente asse portante di tutta la documentazione storica sull’Isola sono i numerosi atti statutari a partire da quelli bertoldiani del 1328.
All’edizione curata nel 1986 dal Turolla degli statuti di Bertoldo d’Este, purtroppo giuntici in una copia tarda e manipolata abbondantemente, conservata presso l’Accademia dei Concordi, si aggiunge ora l’edizione curata da uno storico “dilettante”, come amava definirsi William Balsamo, di Capitoli, Regole, Editti emanati tra il 1717 e il 1750 e relativi alle due comunità insulari.
Pur non trattandosi di un’edizione critica né tanto meno di una elaborazione in chiave storica, la pubblicazione di tali importanti fonti giunteci ora in originale ora in copia nei fondi dell’Accademia dei Concordi e dell’Archivio di Stato di Ferrara, costituisce comunque un nuovo, significativo tassello per la conoscenza della storia locale, una storia che, è bene ricordarlo soprattutto per i giovani che vi si accostano, ha sempre la S maiuscola, sia che analizzi le vicende di una grande comunità sia che getti luce sul misconosciuto microcosmo di una piccola comunità “di confine”.

Luigi Contegiacomo

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