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MENSA VESCOVILE DELLA DIOCESI DI ADRIA
INVENTARIO DELL’ARCHIVIO

14 

a cura di Marco De Poli
presentazione del Vescovo di Adria-Rovigo

Collana: Cataloghi mostre 
Anno: 2004 
Pagine: 480, ill. 
ISBN:  

Descrizione

Introduzione di Marco De Poli

Come leggere le schede
Atti dei Vescovi
Amministrazione: Amministratori, Decreti, Affari generali, Investiture, Convento di S. Biagio di Lendinara, Episcopii, Patrimonio, Protocolli, Inventari e repertori, Soc. «Alma»
Amministrazioni intercalari
Catastici
Estimi e catasti
Decime: Amministrazione, Decimali, Sublocazioni, Bollettari, Registri del Verde: Ariano, Ariano Ferrarese, Arquà Polesine, Bornio, Castelguglielmo, Corbola, Cornacervina, Costiola, Gognano, Grompo, Lendinara, Mardimago, Polesella, Raccano e Bosaro, Ramedello, Rero, Roverdicrè, Rovigo, San Bartolomeo, Rovigo, San Bernardo, Rovigo, San Giovanni, Rovigo, Santa Giustina, Arquà, Polesella, Gognano e Lendinara, Varie
Registri dei granai
Registri
Livelli: Fascicoli ditte, Fascicoli diversi, Elenchi dei debitori, Registri
Locazioni
Locazioni e contestazioni
Ipoteche
Contabilità: Atti contabili, Cattedratico, Imposte, Registri delle entrate e delle uscite, Bilanci e resoconti, Registri vari
Affrancazioni e commutazioni: Fascicoli ditte, Fascicoli diversi, Affrancazioni e commutazioni (1900-1945), Affrancazioni e commutazioni (1946-1971)
Affrancazioni e commutazioni (perizia Pavanati), Registri
Cause
Legati
SS. Messe
Decime papali
Varie
Fondi aggregati: Capitolo della Cattedrale
Patronato Scuola «De Silvestri»
Seminario Vescovile
Curia Vescovile
Tribunale Ecclesiastico in Ferrara
Fabbriceria della Cattedrale

 

Con la denominazione «Mensa Vescovile» il diritto indica il complesso dei beni appartenenti ad una sede vescovile, nella persona del vescovo, e destinati al mantenimento suo e delle persone che sono al suo servizio. L’amministrazione dei beni avveniva direttamente o, più spesso, per mezzo di un delegato. Con la decisa ingerenza dello Stato laico nella gestione dei beni ecclesiastici a partire dall’età napoleonica, l’amministratore divenne un laico, sottoposto all’approvazione dell’autorità civile, cui doveva fornire adeguate garanzie economiche.
Il godimento della rendita da parte del vescovo aveva luogo dal giorno in cui prendeva possesso della sede, e terminava con la sua uscita dalla diocesi o col giorno della sua morte. Nei periodi di sede vacante l’amministrazione era fatta da uno o più economi nominati dal Capitolo della Cattedrale, e operanti alle dipendenze del Vicario Capitolare. Sempre a seguito delle riforme francesi la gestione venne affidata all’Ufficio dei Benefici Vacanti, che nominava un amministratore temporaneo.

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