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ANDE, BALI E CANTE DEL VENETO

25 

di Antonio Cornoldi
presentazione di Roberto Leydi

Collana: Etnografica
Anno: 1968
Pagine: pp. 454, ill.
ISBN:

 

Prima edizione:
Rebellato, 1968

Prima ristampa anastatica:
Regione del Veneto e Minelliana, settembre 2002

Categoria: Tag:

Descrizione

Il libro che Antonio Cornoldi dedica al Veneto (ma in realtà con un’attenzione ristretta ad un’area particolare della regione, cioè quasi esclusivamente al Polesine) costituisce un lavoro con sue particolarità, in quanto alla musica è in gran parte dedicato, e della pratica del canto (e, in minor misura, della musica strumentale) nel territorio osservato testimonia abbastanza largamente la realtà.

Abbiamo, nelle pagine di Ande, bali e cante, delle melodie, molte melodie, che, per la conoscenza che oggi abbiamo dei repertori del territorio assunto per le sue ricerche da Cornoldi, appaiono spesso «semplificate», ridotte ad uno schema che potrebbe anche esser stato «stilizzato», condotto cioè ad una «norma».

Queste osservazioni non tolgono un suo valore all’opera di Antonio Cornoldi perché quanto le sue pagine ci offrono costituiscono comunque un contributo informativo consistente e importante.

Tutti noi che abbiamo lavorato (e lavoriamo) sui repertori musicali popolari settentrionali abbiamo utilizzato il libro di Antonio Cornoldi, considerandone certo anche le limitazioni (attenzione che, del resto, riguarda tanta parte della nostra bibliografia etnomusicologica, o paraetnomusicologica).

Un libro, quindi, che utilmente oggi diviene nuovamente disponibile e che arricchisce il patrimonio bibliografico della musica popolare italiana. Un contributo che integra la rappresentazione popolare del Veneto che, anche in passato, ha conosciuto delle «concentrazioni» documentarie (parlo sempre di raccolte di testi verbali, senza musica) in poche aree, in primo luogo Venezia e la sua laguna, con territori vastissimi, dal mare alle Alpi, allora trascurati (eccezioni Verona e Vicenza) e ancor oggi aperti, pur in tempi ormai difficili, alla ricerca. Che, mi sembra, sia in atto con buoni profitti.

Roberto Leydi

In copertina:
Mario Umberto Soriani (Melara 1892-1980), Coro di fanciulle (1933)
Propr. Camera di Commercio di Rovigo
Foto Dino Marzola

Introduzione di Paola Barzan
Prefazione di Paolo Toschi

Introduzione
Ambiente
Popolazione
L’idioma
Il canto popolare
Caratteri metrici
Caratteri melodici
Tempo e ritmo musicale
Strumenti
Influssi della musica colta su quella popolare
Le bande musicali
Società corali
I balli popolari
Riferimenti bibliografici
Classificazione

Canti per l’infanzia
Formule gioco
Cantilene e filastrocche intonate dalle madri
Formule e filastrocche per far ridere i bambini
Filastrocche-gioco cantate dai bambini
Raffronti bibliografici

Canzoni iterative ed enumerative cantate specialmente dagli adulti
Raffronti bibliografici

Orazioni
Orazioni quotidiane
Orazioni per il Natale
Passione
Pasqua
Preghiere agiografiche
Invocazioni scherzose
Sequeri
Scongiuri
Cantilene
Raffronti bibliografici

Canti di questua
Chiarastela
Befanate
Torototela
Raffronti bibliografici

Vilote
Vilote venete
Il canto nella vita dei lavoratori
Canti sociali
Raffronti bibliografici

Canzonette ottonarie
Villotte alla friulana
Canzonette di ritmo vario
Raffronti bibliografici

Canzoni narrative
Canti epico-cavallereschi
Canzoni epico-liriche
Canzoni a ballo
Reperti di Cantastorie
Raffronti bibliografici

Canti politici e patriottici
Balli popolari
Balli etnici
Balli di Figurazione detti Balli Prematrimoniali
Il ballo della Polesana e la sua origine
Raffronti bibliografici

Canti inediti delle altre provincie del Veneto

Appendice: Vecchi canti popolari del Polesine (raccolti da Pio Mazzucchi)

Glossario
Bibliografìa
Elenco dei collaboratori
Indice dei capoversi e dei titoli
Indice analitico

ANTONIO CORNOLDI

Ritratto di Antonio Cornoldi (pastello di Max Seibolo, 1935)

Ritratto di Antonio Cornoldi (pastello di Max Seibolo, 1935)

Di antica famiglia veneziana, Antonio Cornoldi è nato nel 1902 a Fratta Polesine ed è morto a Roma nel 1973; è sepolto a Fratta Polesine.

Figlio del medico condotto Giovanni Battista, ha trascorso l’adolescenza a contatto della popolazione del paese natale e ha avuto modo di conoscere a fondo le tradizioni locali che segui successivamente nella loro evoluzione ritornando spesso al suo paese.

Ha iniziato gli studi umanistici al Ginnasio «Marco Foscarini» di Venezia e li ha proseguiti nel Liceo di Rovigo completandoli all’estero (Monaco di Baviera). Si è diplomato in Pianoforte, Composizione, Storia della Musica, Canto Corale nei Conservatori di Pesaro, Bologna, Roma e ha seguito le lezioni di Tradizioni popolari del prof. Paolo Toschi all’Università di Roma.

È stato titolare di Musica e Canto negli Istituti Magistrali e ha esplicato importanti incarichi per conto del Ministero della P.I.

È stato socio corrispondente dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, del GISM di Milano, della Heinrich Schutz-Geschellschaft di Kassel e ha collaborato con articoli di arte, didattica e folclore a numerose riviste.

Oltre al volume Ande, Bali e Cante il Cornoldi ha raccolto e pubblicato più di trecento «Canti della Montagna» completi di musica, in quattro volumetti per la editrice «Dalmatia» di Roma e ha preparato il volume Canti Popolari della Toscana per la Casa Ricordi di Milano.

Per un approfondimento maggiore sulla figura e la produzione culturale di Cornoldi si veda l’introduzione di Paola Barzan in questo libro e il saggio da lei dedicato sempre al Cornoldi nel volume Etnografie intorno al Polesine (Minelliana, 2002).

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